Routes in Italia / Trentino-Alto Adige / Campitello Di Fassa




L'itinerario di giornata prevede la facile scalata del Passo Pordoi da canazeie la discesa verso Arabba da qui Livinallongo, Digonera e giu' verso Saviner - Rocca Pietore per affrontare la salita regina della tre giorni Dolomitica: Il Passo Fedaia - Marmolada.
Il Passo Fedaia (2057 m) è un valico alpino che mette in comunicazione la Val di Fassa all'Agordino. È situato al confine fra Trentino-Alto-Adige e Veneto, fra le provincie di Trento e Bellumo, ai piedi della Marmolada.
Il passo è formato da un pianoro di circa 2,5 chilometri, presso il quale si trova un lago artificale, il Lago Fedaia, utilizzato per la produzione di energia idroelettrica. Dal passo partono inoltre alcuni impianti di risalita e numerosi itinerari per le escursioni sulla Marmolada.

Il passo Fedaia è molto conosciuto fra gli amanti del ciclismo, soprattutto sul suo versante veneto, celebre per le bellezze naturali e per la difficoltà della salita. Il passo è stato più volte percorso dal Giro d'Italia.

Famoso fra i cicloamatori è il rettilineo di Malga Ciapela, circa tre chilometri completamente diritti ad una pendenza media di oltre il 12%. Si tratta, oltre che di uno dei tratti più difficili da scalare, di una delle strade alpine che permettono velocità in discesa molto elevate, anche oltre i 100 chilometri orari. 

Salendo da Caprile, dopo aver passato il ponte che sovrasta i Serrai di Sottoguda, iniziano i dolori per il ciclista che affronta questa salita epica: la pendenza è quasi sempre superiore al 10%, e il dislivello da scalare è di quasi 800 metri, nessuno dei quali potabile.

La salita anche prima di Malga Ciapela è dura ma affrontabile, sia per la presenza di curve che permettono di respirare, sia perchè la fatica nelle gambe non si è ancora accumulata.

Appena passata Malga Ciapela, da cui partono le funivie che salgono alla cima della Marmolada, inizia il calvario ciclistico: chi ha provato l'ascesa non può dimenticare i 3 km di rettilineo con pendenza del 12-13% e tratti al 15%, senza respiro, senza la possibilità di riprendere fiato e senza nemmeno il miraggio di un tornante che possa diminuire la fatica.

Sul fianco sinistro passa la pista di sci che porta in fondo alle funivie, e il povero pedalatore può solo sognare di salire con la seggiovia quadrupla che lo sovrasta.

La velocità non supera i 10km/h, il che vuol dire che servono quasi 20 minuti per percorrere i 3km di durissimo rettilineo. Finalmente, la Capanna Bill dopo una curva lascia presagire una tregua; in realtà la pendenza non si addolcisce di molto, ma la presenza dei tornanti nel tratto finale rende la salita un pò meno infernale, anche se la fatica fa bruciare i muscoli e annebbia il cervello.

Ormai è questione di testa e di nervi più che di polpacci e gambe. Si approfitta delle curve per far calare le pulsazioni e ci si alza sui pedali per combattere contro le ultime rampe, alcune delle quali arrivano al 18%.

I cartelli ti sbattono in faccia la durezza della salita, ma ormai è fatta. Dopo gli ultimi tornanti, la strada spiana e arriva al passo costeggiando il lago Fedaia. Si passa sotto un paio di tunnel e ci si prepara alla veloce discesa verso Campitello di Fassa.


Percorso affascinante con il Passo Valles.

Da qui lunga discesa per po risalire al Passo San Pellegrino. Discesa fino a Moena e risalita verso Campitello.



Il Massiccio del Latemar e il Lago di Carezza ripagheranno tutti della fatica spesa per scalare Passo Lavazè e Passo Nigra!!



Il classico giro del Sella coi quattro passi affrontati in senso orario Sella - Gardena - Campolongo e Pordoi. Scorci impareggiabili per una pedalata in compagnia.



Tra i vari Passi Dolomitici il Costalunga, affrontato dal versante che si affaccia sulla Val di Fassa, è sicuramente per i ciclisti quello meno affascinante sia per la sua modesta altitudine (1752 m), sia per l’esiguo dislivello, pari a circa 400 metri. E’ quindi questo un Passo che, affrontato singolarmente, può essere utile per “fare la gamba” se si è alle prime salite stagionali altrimenti, se si è già allenati, rappresenta poco più di un semplice allenamento. Più interessante può essere l’ascesa effettuata dal versante opposto che ha praticamente origine a Bolzano ed è lunga 28 km con pendenze talvolta anche interessanti.

La salita ha inizio in corrispondenza del paese di Vigo di Fassa (1393 m) ed è lunga quasi 10 km. Il dislivello è praticamente concentrato tutto nei primi 6 km, mentre i rimanenti 4 sono pressoché pianeggianti; il tratto in salita non è comunque da sottovalutare poiché ha una pendenza media del 6.7%. Provenendo dalla parte più alta della Valle, si prosegue sulla SR 48 per poi svoltare a destra sulla SS 241 all’altezza di Vigo di Fassa seguendo le indicazioni per il Passo Costalunga. Volendo, si può considerare l’inizio della salita proprio in corrispondenza del bivio che immette sulla SS 241. I primi 2 km salgono piuttosto dolcemente con pendenze che non superano il 5% e si attraversa praticamente tutto il paese, fino a lasciarlo alle proprie spalle. Il chilometro che segue è il più impegnativo di tutta la salita: la pendenze aumentano e si portano intorno all’8-9% fino al piccolo abitato di Vallongia (1513 m). Complice anche il fatto che la salita è iniziata da poco, non si fa troppa fatica a superare questo tratto e inoltre il bel panorama che si può ammirare sulla Valle distoglie un po’ l’attenzione dalla fatica che si sta facendo. A questo punto si entra all’interno del bosco e le pendenze si riducono significativamente intorno al 6% per poi assestarsi, dopo circa un km, al 7%. Sono gli ultimi due chilometri di vera salita e con un buon allenamento si riesce tranquillamente a impostare un ritmo costante intorno ai 12-13 km/h. La strada non presenta alcun tornante ma piuttosto numerose curve a gomito e prosegue tranquillamente nel bosco praticamente fino al Passo. Giunti al sesto chilometro di ascesa la strada inizia a spianare ed in breve diventa quasi pianeggiante. Le difficoltà sono finite ed è possibile innestare tranquillamente la moltiplica grossa davanti e pedalare quasi a 30 km/h. Si prosegue tranquillamente per 4 km fino a giungere al Passo a quota 1752 m, caratterizzato da ampi prati che si distendono dai margini del bosco e da due alberghi piuttosto grandi. Il panorama, compatibilmente con l’altezza cui ci si trova, è molto bello: sulla destra è possibile ammirare la Roda de Vael mentre a sinistra si vede parte del Gruppo del Latemar.



Salita bella e mai troppo pendente. Strada poco frequentata e pista ciclabile fino a Penia (i primi 5 km son fantastici)... Asfalto perfetto e divertimento assicurato...



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We did this is June 2010, starting in Campitello. It was fanstastic weather and took about 7 hours. Definitely needed the winter jacket for the descents.



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